Argentina, traballa il potere del "calabrese" Macri

Argentina Macri perde le primarie

Argentina, Macri perde le primarie

Un Mauricio Macri teso e preoccupato: è apparso così il presidente dell'Argentina, durante la conferenza stampa indetta dopo la dura sconfitta nelle elezioni primarie dell'11 agosto, quelle convocate in vista delle presidenziali del prossimo 27 ottobre. La vittoria del candidato dell'opposizione peronista Alberto Fernandez ha fatto crollare la Borsa di Buenos Aires: lo S&P Merval Index è arrivato a perdere il 48% in quello che è il secondo maggiore calo a livello mondiale negli ultimi 70 anni. Gli analisti hanno quindi sottolineato che se questo fosse stato il risultato ufficiale di ottobre, l'opposizione avrebbe conquistato la Casa Rosada presidenziale al primo turno, senza bisogno di ballottaggio. La coalizione del peronista Fernandez si chiama Fronte di tutti e ha raggiunto 10,6 milioni di voti (48,86%). Il primo irreversibile verdetto offerto dalle primarie è che soltanto quattro 'ticket' presidenziali avendo superato almeno l'1,5% dei voti potranno sfidarsi nelle presidenziali del 27 ottobre.

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L'indice ha poi chiuso in calo del 37,93%. Si tratta dei due principali insieme a "Consenso federale" di Roberto Lavagna (8,61%) e il "Fronte di sinistra e dei lavoratori" di Nicolas del Cano (2,98%). Solo la borsa dello Sri Lanka, ha scritto l'agenzia Bloomberg, ha fatto peggio nel giugno 1989 arrivando a perdere il 60%. E la Banca Centrale Argentina, nel tentativo di fermare la fuga di capitali, "ha alzato ulteriormente il tasso di riferimento, portandolo alla cifra record del 74%". Macri ha ammesso il "cattivo" risultato che, ha detto, "ci costringe a raddoppiare i nostri sforzi in modo che a ottobre avremo il sostegno necessario per continuare il cambiamento". Fernandez ha ringraziato gli argentini per il loro sostegno. Nella provincia di Buenos Aires che è il principale bacino elettorale argentino, il candidato della colazione di Fernandez, Axel Kicillof, ha anche lui sorpassato ampiamente la governatrice uscente, Eugenia Vidal, facente parte della coalizione di Macri.

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