Consultazioni al Quirinale, ecco la sintesi della mattinata

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Consultazioni al Quirinale, ecco la sintesi della mattinata

Al Colle sono attesi oggi i partiti principali: Fratelli d'Italia, il Partito Democratico, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Lega.

Dopo le dimissioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte, sono iniziate le consultazioni al Quirinale. Ieri i 5 Stelle hanno rivendicato di essere primo partito in Parlamento e che quindi si sarebbero pronunciati al termine del "valzer" delle consultazioni.

Il centro del maelstrom è il Partito democratico, l'innesco del nuovo esecutivo passa per i dem. Il segretario Nicola Zingaretti ha giocato con tatto istituzionale e prudenza questa mano della partita: ieri ha riunito la direzione, discusso e proposto un ordine del giorno, ottenuto un via libera all'unanimità. La giornata si è aperta alle 10 con l'arrivo della delegazione di Fratelli d'Italia guidata da Giorgia Meloni. Abbiamo perso dei consensi stando al Governo, ma i cittadini ci hanno votato per cambiare l'Italia e non per cambiare il Movimento. "Abbiamo manifestato al presidente della Repubblica - ha dichiarato Zingaretti - la disponibilità a verificare la formazione diversa maggioranza e l'avvio di una fase politica nuova e un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica"."Non un governo a qualsiasi costo: serve un governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, una ampia base parlamentare e ridia una speranza agli italiani".

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Buone notizie per i fan del programma, però, perché l'appuntamento del 23, anche se l'ultimo, sarà doppio, occupando la prima e la seconda serata.


Le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale, proseguono. "Che stomaco che hanno!" "Il governo avrà il compito di fare ma anche di disfare - ha aggiunto - mi riferisco al decreto Sicurezza bis, alla questione migranti, allo sperpero di fondi pubblici: un autorevole governo del fare e del disfare". "Forza Italia dice no a maggioranze improvvisate", ha continuato Berlusconi definendo pericoloso un governo "sbilanciato a sinistra" che potrebbe "imporre una patrimoniale".

A chiamarsi completamente fuori dalla trattativa c'è Matteo Renzi che, dopo l'animoso intervento in Senato contro il governo gialloverde, fa un passo indietro e lascia la palla a Zingaretti.

"Gli altri in queste ore parlano di posti, di poltrone". "L'esperienza appena conclusa dimostra che i progetti di governo si fanno con i tempi e con le idee compatibili, non dopo il voto ma prima. Noi di manovra, di come tagliare le tasse e aiutare gli italiani", ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, arrivando alla Camera per l'assemblea dei deputati leghisti. "Questo però se la devono vedere il Pd e i 5 Stelle, io non sono più il segretario del Pd".

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