Crisi di Governo, si decide mercoledì: si va verso un Conte-Bis?

Intesa Pd M5s a un passo pronto il Conte-bis

Stallo nella trattativa di governo: il PD invoca "discontinuità", il M5S "la soluzione è Conte"

"E' un momento delicato e chiediamo responsabilità, ma la pazienza ha un limite".

"Di quale veto stiamo parlando?" Dopo le tensioni legate alla presunta richiesta dei Cinque Stelle per l'incarico di ministro dell'Interno a Luigi Di Maio, fonti di Palazzo Chigi hanno gettato acqua sul fuoco: "in presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non è mai stata avanzata la richiesta del Viminale per Luigi Di Maio, né dal Movimento 5 Stelle né da Di Maio stesso".

All'uscita da Palazzo Chigi, però, Luigi Di Maio ha ribadito che sul nome di Conte non c'è discussione che tenga: "Se non dicono sì a Conte è inutile vedersi, sono stanco dei giochini". Dai pentastellati è arrivato l'ultimatum a chiarire la posizione dei dem sulla premiership di Giuseppe Conte, prima di continuare la discussione sul programma. Come riferisce TGcom24, secondo fonti Dem, trovare un accordo non sarebbe affatto semplice; la "strada è in salita sul programma e sulla Manovra emergono differenze". "Si va avanti, una cosa per volta".

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Continua la trattativa per la formazione di un nuovo esecutivo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, ma la situazione, dopo le aperture dei giorni scorsi, si è irrigidita nuovamente. L'Italia non può aspettare. Quanto a Conte e il suo atteggiamento durante l'incontro, il premier uscente non si sarebbe sbilanciato troppo durante il colloquio. E le dichiarazioni post vertice fanno capire che gli angoli da smussare sono molti.

"Se si vuole veramente arrivare a un accordo - minaccia Emanuele Fiano - basato su contenuti e programmi utili al Paese, i Cinquestelle devono abbandonare il metodo degli ultimatum e confrontarsi sulle cose concrete da fare". Ipotesi ovviamente tutta da verificare nel confronto con i 5 Stelle. Ma comunque Orlando viene dato come presente nella squadra di governo. Per i ministeri, da parte del Pd verrebbero indicati Antonio Misiani, Paola De Micheli, Tommaso Nannicini, Roberto Morassut, Lorenzo Guerini, Ettore Rosato e del renziano Andrea Marcucci. E anche l'Economia, ministero che sarà subito coinvolto nella legge di Bilancio, potrebbe essere affidata a un nome di peso, un nuovo Padoan per intendersi. Domani, mercoledì 28 agosto alle 10, Mattarella ascolterà invece il gruppo "Per le Autonomie" del Senato; alle 10.30 il gruppo "Liberi e Uguali" della Camera; alle 11 i gruppi del Senato e della Camera di Fratelli d'Italia; alle 16 i gruppi parlamentari del Pd.

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