Mediaset: Fininvest avrà il 47,88% dei diritti di voto in Mfe

Mediaset arriva il ricorso di Vivendi vuole votare contro ad operazione MFE

Mediaset, Vivendi contro il riassetto. Voterà 'no' nella prossima assemblea

Nuova puntata della guerra che contrappone Vivendi e Mediaset.

Sul fronte legale la richiesta di Vivendi (che detiene il 9,9% di Mediaset) di essere accettata nella prossima cruciale assemblea sarà discussa di fronte al giudice del Tribunale di Milano Amina Simonetti, lo stesso che ha rigettato l'urgenza per l'annullamento delle precedenti assise richiesta dalla fiduciaria Simon, che detiene il 19% del gruppo televisivo.

Vivendi, la società francese attiva nel comparto dei media e delle telecomunicazioni, divenuta azionista di riferimento di TIM nel 2017 (quota 23,68%), dopo aver provato la scalata a Mediaset negli anni passati, fermandosi al 28,8%, sta tentanto di giocare tutte le sue carte per bloccare il progetto aziendale dell'italiana, ossia la creazione di una Holding Europea chiamata Media For Europa.

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Vivendi voterà all'assemblea del 4 settembre contro la proposta fusione di Mediaset con MediaforEurope (MfE). Ciò consentirebbe, secondo alcune analisi, a Fininvest "di beneficiare inizialmente di voti triplicati e fino a dieci volte in cinque anni".

Il perché è presto detto: il gruppo francese ha annunciato di voler votare contro il riassetto di Mediaset. Senza questa alleanza, secondo Mediaset non si avranno mai le risorse per opporsi agli investimenti e alle dimensioni di YouTube, Google o Facebook.

Ma al centro della contesa resta il prezzo del titolo Mediaset, che determina attraverso il concambio la possibilità che anche in Spagna il recesso sia o meno conveniente: l'ultima seduta di Piazza Affari è stata negativa dell'1,23% a 2,93 euro, una quota comunque di sicurezza per il successo della fusione.

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