Brexit, sì anche dai Lord alla legge anti 'no deal'

Come prevedibile, la Camera dei Comuni nella tarda serata di ieri, martedì 4 settembre ha votato a favore della legge contraria al no deal, iniziativa promossa dalle opposizioni e da un gruppo di ribelli Tory (ora espulsi) per imporre un rinvio della Brexit in mancanza di un accordo condiviso con la Ue alla scadenza del 31 ottobre.

Anche la Camera dei Lord dà il via libera alla legge anti 'no deal', approvata mercoledì in prima lettura alla Camera dei Comuni. In caso di successo la legge potrebbe impedire al governo guidato dal conservatore BoJo di uscire dall'Unione Europea senza accordo. Negli ultimi mesi si sono scontrati i favorevoli a rimanere nell'Unione Europea, appartenenti soprattutto all'ala più moderata del partito e promotrice di un secondo referendum; e gli euroscettici favorevoli a Brexit, che vorrebbero continuare a essere parte dell'unione doganale e avere stretti legami con il mercato unico senza farne parte, e che sono i più fedeli al leader del partito, Jeremy Corbyn.

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Doppia sconfitta per Boris Johnson in Parlamento, dove continua il braccio di ferro sulla Brexit. Tutti coloro che in Parlamento si oppongono al no deal, stanno cercando quindi di prendere la guida della Camera per evitare quello che da molti è considerato un disastro economico. Durante la seduta alla Camera dei Comuni, il deputato si è spostato nella parte del Parlamento riservato ai liberal-democratici.

Il governo britannico ha proposto il 15 ottobre, ma le opposizioni hanno rifiutato temendo che in campagna elettorale Johnson possa decidere di spostare il voto oltre il 31 ottobre, data di Brexit, lasciando succedere il "no deal". Durante la votazione di ieri sera si è consumato un'altro atto della ribellione Tories: 21 parlamentari conservatori, dall'ex ministro delle Finanze Hammond fino al nipote di Churchill Sir Nicholas Soames, hanno votato contro il premier e in sostegno alle opposizioni.

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