Anche Mick Jagger lancia un appello per l'ambiente

Venezia 76, ultimo giorno: dal red carpet occupato all'arrivo di Mick Jagger

Venezia, Mick Jagger sta con gli attivisti “No grandi navi”

Mick Jagger infiamma la chiusura di Venezia 76 presentando, fuori concorso, The Burnt Orange Heresy, il thriller dell'italiano Giuseppe Capotondi in cui interpreta un misterioso mercante d'arte di nome Cassidy (accanto a lui Claes Bang ed Elizabeth Debicki nei panni di una coppia d'innamorati dai risvolti torbidi). A chi chiede al leader dei Rolling Stones se l'artista debba indossare una maschera o mostrare se stesso, replica Mick Jagger - che già nel 1969 era stato protagonista al Lido insieme al compagno di band Keith Richards con una parte in 'Umano, non umano' di Mario Schifano -: "Dovere dell'artista è mettere una maschera e non toglierla".

"Sono felice che lo facciano, sono quelli che erediteranno il Pianeta". Negli Usa i controlli ambientali che avrebbero aiutato a proteggere il clima sono stati annullati.

Erano oltre trecento, per lo più in tuta bianca, gli attivisti che oggi dall'alba fino al primissimo pomeriggio hanno occupato il red carpet della Mostra del cinema di Venezia per contestare le Grandi navi in laguna, per invocare una presa di coscienza e azioni politiche concrete per fermare i cambiamenti climatici provocati dall'uomo.

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Si è trovata molto bene con lui, che tra l'altro in settimana ha subìto un lutto e lei per tale motivo gli è stata molto vicina. Molti infatti l'accusano di essere interessata alle telecamere invece che a cercare davvero la sua dolce metà.


Se deve fare un parallelo tra palco e set cinematografico dice: "Recitare e realizzare una performance sul palco sono cose diverse ma con punti in comune". Anzi è anche peggio perché se cadi dal palco non puoi ripetere. "E questa vale ovviamente anche per gli Stati Uniti dove, anche per quanto riguarda l'ambiente, tutte le conquiste di Obama sono state cancellate".

"Stiamo affrontando tempi strani adesso e - aggiunge Jagger - se si vive in tempi strani si sa che lo sono, ma non si sa che cosa accadrà dopo". Il suo rapporto col collezionismo?

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