Dario Franceschini nuovo ministro dei beni culturali e del turismo

Franceschini Con Conte e Di Maio volontà di fare sintesi

Dario Franceschini torna alla cultura e riprende il turismo - Politica

L'incubo continua. L'antico detto che riporta "Errare humanum est, perseverare autem diabolicum" viene inverato ancor di più dalla nuova nomina, anzi ri-nomina di Dario Franceschini a ministro dei Beni culturali. È stato infatti vicesegretario e segretario nazionale del Partito Democratico che ha guidato per un breve periodo dopo le dimissioni di Veltroni -, primo presidente del gruppo dell'Ulivo alla Camera dei deputati e successivamente presidente del gruppo del PD dal 2009 al 2013. Quanto all'intervenire sulla 'controriforma' di Bonisoli il ministro dei Beni culturali e del Turismo si limita a sottolineare: "Ci sarà tempo per parlare di questo". Una scelta che sembra avere un certo retrogusto di rivincita, visto che il mandato di Bonisoli era sempre stato contraddistinto da un certo "dualismo di contrasto", nei confronti del predecessore e del suo indirizzo. Le forze politiche che oggi sostengono questo Governo si sono contrapposte duramente negli ultimi anni e non solo nell'ultimo, quindi e' un percorso difficile ma ciò che conta e' lo spirito con cui si comincia a lavorare: sappiamo di avere una responsabilità forte sulle spalle per il Paese, per affrontare la legge di bilancio e i tanti problemi che le famiglie italiane aspettano di vedere risolti.

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A questi, poi, bisognerà aggiungere quelli che riceve e riceverà dal faraonico contratto stipulato con la Nike nel 2016. La storia d'amore tra Cristiano Ronaldo e la Juventus , iniziata la scorsa stagione, sembra essere ancora molto lunga.


Nel febbraio del 2014, fresco di giuramento al Quirinale, Dario Franceschini, avvocato di formazione, politico di professione, ma anche appassionato romanziere, stupì i cronisti definendo i beni culturali che si accingeva a guidare "un ministero dell'economia". Inoltre, con il Conte-Bis ritorna anche il settore del Turismo, in precedenza passato al ministro delle Politiche Agricole, modificando nuovamente la sigla del ministero. Nato a Ferrara, è stato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nei governi D'Alema II e Amato II.

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