Papa Francesco saluta il Mozambico vicino a vittime cicloni

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Papa in Mozambico, pace è pietra miliare

Dal Madagascar, "bella isola", dalla ricca e unica biodiversità, arriva il monito di Papa Francesco che denuncia "il degrado" che "compromette il futuro del Paese e della nostra casa comune". È un Paese giovane, che ha già un martire, Lucien Botovasoa, beatificato lo scorso anno, il "maestro cristiano" ucciso dagli indipendentisti perché insegnava la legge degli invasori francesi.

Francesco, tenerissimo soprattutto con i bambini, è passato tra due ali di folla colorata che ha sfidato anche la fredda temperatura e a tratti la pioggia, e prendendo la parola, ha lodato gli sforzi compiuti nella struttura e in generale nel progetto, paragonandoli alla condotta del Buon Samaritano. Gli ultimi a essere salutati dal Santo Padre sono stati il presidente della Repubblica, Filipe Jacinto Nyusi, e consorte. "Una fede che ha permesso di vedere possibilità là dove si vedeva solo precarietà, di vedere speranza dove si vedeva solo fatalità, di vedere vita dove tanti annunciavano morte e distruzione". "Io sono così pieno di gioia che viene". Infatti, osserva il Pontefice, "questo villaggio porta in sé una lunga storia di coraggio e di aiuto reciproco".

Dopo qualche testimonianza che ha mostrato la complessità dell'essere giovani oggi in Madagascar, il papa ha articolato la sua catechesi partendo proprio da una di esse: "Come ci hai detto tu, Rova, nel tuo cuore, avevi da tanto tempo il desiderio di visitare i carcerati".

Altre piaghe che il Papa ha incoraggiato "a lottare con forza e determinazione" sono "tutte le forme endemiche di corruzione e di speculazione che accrescono la disparità sociale". "Da qui - ha continuato - la necessità di introdurre tutte le mediazioni strutturali che possano assicurare una migliore distribuzione del reddito e una promozione integrale di tutti gli abitanti, in particolare dei più poveri".

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Bisogna mettersi insieme e resistere a chi vuole distruggere questo bellissimo pianeta, a chi controlla le nostre vite". Viviamo tempi difficili: c'è un establishment che sovrasta la gente normale e la costringe a sentirsi minacciata.


Come ha fatto in Mozambico, Papa Francesco ricorda anche l'importanza della cura del creato, perché la crisi ambientale è collegata alla crisi sociale. La biodiversita' - ha spiegato - e' a rischio a causa del contrabbando e delle esportazioni illegali.

"Come sapete - si è rivolto alle autorità, ai membri del Corpo diplomatico e ai rappresentanti della società civile - le foreste rimaste sono minacciate dagli incendi, dal bracconaggio, dal taglio incontrollato di legname prezioso".

Su questa strada, dobbiamo impegnarci tutti, compresa la comunità internazionale. Papa Francesco nota che l'aiuto delle organizzazioni internazionali è grande, ma mette in guardia che l'apertura del Madagascar al mondo rischia di diventare una presunta "cultura universale che disprezza, seppellisce e sopprime il patrimonio culturale di ogni popolo". Come realizzare i sogni, come contribuire a risolvere i problemi del Paese?

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