US Open, in finale duello Nadal-Medvedev

Daniil Medvedev nella

Daniil Medvedev nella

Non ha punti da difendere in questo ultimo spicchio di stagione, è in grande condizione psicofisica e può inseguire un posto tra i magnifici 8 che a Londra i quali prossimamente, alla O2 Arena, si contenderanno il titolo di maestro. Nei quarti di finale, il 23enne tennista romano, numero 25 del ranking Atp e 24esima testa di serie del seeding, si è imposto sull'Arthur Ashe Stadium con il punteggio di 3-6 6-3 6-2 3-6 7-6 (5), dopo quasi quattro ore di gioco, sul francese Gael Monfils, numero 13 del mondo e 13esima forza del tabellone. Il pubblico se n'è accorto e invece dei fischi meritati sono arrivati applausi ancora più meritati.

Nadal, obiettivo 19° slam.

Eto'o annuncia il ritiro dal calcio giocato: "Comincia una nuova sfida"
L'attaccante camerunese, fra i migliori calciatori africani di tutta la storia, ha deciso di abbandonare il calcio giocato. Samuel Eto'o ha annunciato su Instagram il ritiro dal calcio giocato a 38 anni: " E' la fine, verso una nuova sfida ".


Intanto l' Italia si coccola il suo nuovo talento, con la speranza che un giorno possa diventare un finalista di un grande Slam, che da queste parti manca dai tempi di Adriano Panatta. L'esito del primo set ridimensiona i nostri sogni di gloria, ma il carattere e la grinta di Berrettini riescono a ribaltare il risultato portando il tennista italiano avanti di due set. "E' al momento uno dei più in forma del circuito". L'unico pericolo è per l'appunto il giovane Daniil. "Ma nessuna spesa pazza, preferisco investire, nel team e nella qualità degli spostamenti, perché a volte una camera in più vuol dire prendersi il proprio tempo, pensare, staccare, respirare", ha ammesso Berrettini a Eurosport. Ha retto, inoltre, le pressioni ed i fischi dimostrando un temperamento pazzesco. Il maiorchino, dal canto suo, ha riconosciuto il valore dell'italiano che, a suo parere, nei prossimi anni farà sicuramente strada. Intanto Berrettini, uscito dalla semifinale tra gli applausi di tutti, si sveglierà lunedì, ma solo da un riposo post Us Open.

Il precedente di Toronto non fa ben sperare. Nel primo set si va al tie-break e Berrettini si porta sul 4 a zero ma Rafa non molla. C'è qualcosa nel suo gioco, il dritto colpito sotto le ginocchia, l'apparente indolenza, questa capacità di leggere in anticipo le mosse dell'avversario, che ricorda molto l'amatissimo Miloslav "Gattone" Mecir, il giocatore più divertente della seconda metà degli anni Ottanta-inizio anni Novanta, che vinse poco (comunque due finali Slam e altrettante semifinali) ma rimase fino alla fine un enigma per chiunque. Ma una cosa è la registrazione e il videotape, un'altra è il tennis giocato.

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