Tumori in calo. I cinque tipi più diffusi

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I tumori in Emilia-Romagna: meno diagnosi, meno morti. "Merito della prevenzione"

Il 25% circa dei pazienti - stiamo parlando di una popolazione pari a circa un milione di persone -può dire di avere la medesima aspettativa di vita delle persone che non hanno mai vissuto il trauma di una diagnosi tumorale.

"Le nuove diagnosi di tumore in Italia nel 2019 tendono a diminuire: è questo, in sintesi, il dato nazionale stimato rispetto al 2018 che emerge dal rapporto dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica presentato oggi al Ministero della Salute", afferma l'ex senatore Lucio Romano, che sul rapporto inquinamento e tumori è stato promotore e relatore di un'apposita indagine nella scorsa legislatura. In calo, in particolare, le neoplasie del colon-retto, dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini, i carcinomi del polmone, in aumento invece tra le donne (+2,2% annuo), per la diffusione dell'abitudine al fumo di sigaretta.

Anche per quanto riguarda il triste epilogo di morti si registrano dati positivi, visto che in quest'anno i pazienti che hanno sconfitto questa malattia sono stati circa un milione e mezzo. Nel 2019 sono stimate 371mila diagnosi (196mila uomini e 175mila donne).

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Nelle Regioni del Sud/Isole, dove gli screening oncologici sono ancora poco diffusi, non si è osservata la riduzione della mortalità e dell'incidenza dei tumori della mammella, del colonretto e della cervice uterina. "Ciò ha consentito di avere un panorama dei tipi di cancro della mammella in Italia e quali sono gli organi bersaglio di metastasi a seconda delle caratteristiche del tumore stesso". Da qui l'invito degli oncologi a seguire corretti stili di vita e screening: "Va ricordato che adottando sili di vita sani" conclude Gori "il 40% dei tumori è evitabile".

Il tumore al seno si conferma il più frequente, soprattutto diffuso al Centro-Nord.

Una notizia di cui dobbiamo rallegrarci tutti: per la prima volta in Italia le diagnosi di tumore diminuiscono di 2000 casi in meno di un anno. È verosimile attribuire tale situazione a fattori che agiscono in senso 'protettivo' (abitudini alimentari, vita riproduttiva, minore esposizione a fattori di rischio ambientale). "Il volume contiene anche un'analisi degli stili di vita degli ultra 65enni che hanno ricevuto una diagnosi di tumore - sottolinea Maria Masocco, Responsabile dei sistemi di sorveglianza PASSI e PASSI d'Argento, coordinati dall'Istituto Superiore di Sanità -". Non solo: a livello nazionale, l'Emilia-Romagna è la regione con i tassi di sopravvivenza più elevati, a cinque anni dalla diagnosi, sia per tutti i tumori (62,4%) che per le singole patologie, con un 89% del tumore alla mammella. Considerando i dati regionali, la sopravvivenza a 5 anni più alta in Italia si registra per gli uomini in Valle D'Aosta (61%) ed Emilia-Romagna (56%) e per le donne in Emilia-Romagna e Toscana (65%). In Lombardia i tumori con la maggiore probabilità di sopravvivenza sono quelli alla prostata (93 per cento), tiroide e testicolo (92 per cento). "Servono investimenti importanti in termini di prevenzione primaria, per poter ridurre il rischio di ammalarsi di tumore: il cancro è la patologia cronica potenzialmente più prevenibile e, oggi, anche più curabile".

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