Controlli Nas su inchiostri tatuaggi: pericolosi 22 campioni su 100

Sostanze tossiche o cancerogene in inchiostri per tatuaggi, scatta ritiro dopo controlli dei Nas

Tatuaggi, controlli Nas: sostanze tossiche in un inchiostro su 5

Tatuaggi, i carabinieri del Nas hanno eseguito dei controlli a tappeto in tutta Italia sulla commercializzazione di inchiostri usati per i tatuaggi.

Le attività, preliminarmente pianificate a livello centrale, hanno interessato il controllo di 117 aziende tra centri di tatuaggio, importatori, produttori e distributori nazionali di pigmenti. Il Ministero della Salute ha imposto il divieto di vendita e di utilizzo e il ritiro/richiamo dei prodotti a rischio, oltre che l'obbligo per tatuatori e venditori di rintracciare e informare i soggetti che si sono sottoposti a tatuaggio circa la pericolosità dei prodotti.

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Filippo ci insegna che la volontà di vincere non è niente, se non c'è la volontà di prepararsi a vincere. Ho cercato di godermela il più possibile, perché non so quante volte mi ricapiterà.


Su 22 campioni su 100, ovvero un campione su cinque, sono state trovate sostanze tossiche o cancerogene sopra i limiti di legge. Gli specialisti, dopo avere esaminato un centinaio di campioni prelevate dai militari in 117 aziende del settore, hanno scoperto 22 casi di superamento della soglia massima di ammine aromatiche e Ipa (idrocarburi policiclici aromatici).

Nel corso dei controlli, inoltre, sono state contestate 31 infrazioni nei confronti di responsabili di esercizi commerciali e di centri per tatuaggi (carenze igienico sanitarie, mancanza di autorizzazioni, prodotti senza etichetta). È il risultato emerso da un controllo su scala nazionale effettuato dai Nas, il Comando dei carabinieri per la Tutela della Salute che, insieme al ministero della Salute, opera un costante monitoraggio sulla regolarità dei prodotti utilizzati per la realizzazione dei tattoo. All'epoca il monitoraggio aveva evidenziato 97 campioni di pigmenti per tatuaggi, su 318 oggetto di prelievo, con criticità circa la sterilità, a causa di contaminazioni microbiche e fungine non compatibili con il commercio e l'impiego di tali prodotti, in considerazione peraltro della destinazione e della prolungata permanenza nell'area sottocutanea delle persone.

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