Usa, Casa Bianca firma ordine esecutivo per imporre sanzioni alla Turchia

Illustrazione di Doriano Solinas

E ora Trump si è messo a minacciare la Turchia

Riconoscere una sensibilità politica al presidente americano Donald Trump, dopo che il ritiro delle truppe a stelle e strisce dal territorio siriano ha favorito lo sfondamento turco nell'area nord del paese, sarebbe veramente troppo.

Questa serie di commenti è giunta a seguito dei commenti del segretario della Difesa Mark Esper, che ha sottolineato come la Turchia stia molto probabilmente commettendo crimini di guerra in quella regione. L'anno scorso le discussioni verterono sulla guerra valutaria, con la Cina che continuava a svalutare lo yuan in risposta agli aumenti dei dazi da parte degli Usa.

Si tratta di sanzioni personali contro non meglio precisati "dirigenti ed ex dirigenti del governo di Ankara e chiunque contribuisca alle azioni destabilizzanti della Turchia nel nordest della Siria".

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Trump ha avvertito Erdogan che "gli Usa non tollereranno oltre l'invasione turca della Siria": "Chiediamo ad Ankara di fermarsi, di mettere fine alla violenza e di venire al tavolo dei negoziati". "Sono totalmente pronto a distruggere rapidamente l'economia turca se i leader turchi continuano su questa strada pericolosa e distruttiva", minaccia il tycoon. "La Turchia deve garantire la sicurezza dei civili, incluse le minoranze religiose ed etniche, ed è ora, o forse in futuro, responsabile per la detenzione di terroristi dell'Isis nella regione", prosegue. Allo stesso modo, effetti immediati si attendono anche sul fronte dei servizi finanziari: in cambio di una ripresa dell'import, sembra infatti che Pechino abbia chiesto un ridimensionamento del processo di apertura al mercato estero, che dunque presumibilmente non sarà totale. Inoltre "un piccolo numero di forze Usa resterà nella base di Al Tanf nel sud della Siria per continuare a eliminare ciò che resta dell'Isis". "Spero che tutti facciano bene, noi siamo a 7000 miglia di distanza", cinguetta, dopo aver difeso la decisione di ritirare le truppe come "una scelta intelligente".

Nel frattempo, la Casa Bianca ha annunciato che gli Stati Uniti invieranno 50 milioni di dollari in aiuti per favorire la stabilità in Siria.

Con un altro tweet, il miliardario ha precisato: "Può darsi che altri vogliano intervenire e schierarsi da una parte o dall'altra".

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