Processo Breakfast, il pm Lombardo: "Per Scajola escludere l'aggravante mafiosa"

Processo Breakfast il Pm Lombardo

CRONACA

È appena iniziata a Reggio Calabria la parte finale della requisitoria del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo impegnato a sostenere l'accusa nel processo "Breakfast", in corso di celebrazione a Reggio Calabria dove siede tra gli imputati anche l'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola, attuale sindaco di Imperia.

La richiesta è pervenuta a conclusione della requisitoria del Pg nel processo 'Breakfast' a carico del sindaco di Imperia, accusato di procurata inosservanza della pena in favore dell'ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, latitante a Dubai. Per Chiara Rizzo il pm ha chiesto 11 anni e 6 mesi di reclusione; per Martino Politi sono stati chiesti 7 anni e 6 mesi di reclusione; per Mariagrazia Fiordelisi, invece, la richiesta è stata di 7 anni e 6 mesi di reclusione. Presta un aiuto a Matacena per mantenerlo operativo all'interno di una vasta attività imprenditoriale attraverso l'aiuto della moglie Rizzo. Nel mirino della Fiamme Gialle, coordinate dal procuratore aggiunto Grazia Pradella e dal sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà, sarebbero alcuni viaggi fatti da Scajola in auto blu considerati illegittimi.

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Una in particolare la frase più grave riferita al giocatore: " È italiano perché ha la cittadinanza italiana, ma non potrà mai essere del tutto italiano ".


Il Pm ha poi analizzato la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria, con la quale fu condannato l'ex parlamentare Amadeo Matacena per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. "Per Scajola, il pubblico ministero non ha assolutamente guardato l'esito del processo e delle testimonianze". "Di positivo, se così possiamo dire - ha aggiunto Scajola - c'è che il castello accusatorio principale nei miei confronti è già caduto nella sua stessa richiesta".

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