La scuola ricorda la caduta del Muro di Berlino

Giampaolo Rossi Massimo Giampieri

Giampaolo Rossi Massimo Giampieri

È quanto scrivono in una dichiarazione diffusa oggi i vescovi della Commissione degli episcopati dell'Unione europea (Comece) in occasione del 30° anniversario della caduta del muro di Berlino. Era il 9 novembre del 1989 quando il simbolo della cortina di ferro, fatto costruire dal governo della Germania Est per impedire la libera circolazione delle persone tra il territorio della Germania Est e Berlino Ovest (Repubblica Federale di Germania), venne abbattuto. Dopo essere stati separati da un muro di cemento per più di ventotto anni, gli abitanti di Berlino - parenti, amici e vicini di casa - che vivevano nella stessa città, poterono incontrarsi, festeggiare ed esprimere la loro gioia e le loro speranze.

Dai politici agli oppositori, dai fuggitivi agli uomini di fede, dai carcerati agli artisti fino alla gente comune, Ezio Mauro incontra decine di persone dando spazio sia ai protagonisti della “grande storia” del Muro, sia a storie “dal basso” di cittadini italiani che hanno vissuto a Berlino in quegli anni.

La storia cambia in quel momento. Dobbiamo ricordare l'importante ruolo svolto da San Giovanni Paolo II ed il suo incoraggiamento: "L'Europa ha bisogno di respirare con due polmoni!". "Franz-Josef Overbeck, vicepresidente della Comece - la caduta del muro di Berlino ci ricorda vividamente, e non solo ai tedeschi, il valore della libertà e il significato dell'Ue come progetto di pace ". Il processo di guarigione e riconciliazione è "tutt'altro che concluso".

Auto: da oggi scatta l'obbligo dei seggiolini antiabbandono
Dunque, tutte le auto che trasportano bambini fino a 4 anni dovranno avere un dispositivo per segnalare la presenza del bambino sul veicolo, altrimenti si rischia una sanzione fino a 326 euro.


Un giovane, che ai tempi del crollo era un bambino, cerca di spiegarlo a chi non l'ha visto con un'app, MaurAr, che lo ripropone in realtà aumentata.

Una cultura dell'incontro, si legge infine nella dichiarazione dei vescovi della Comece, presuppone "una sincera capacità di ascoltare".

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