Papa Francesco, libro-intervista. 'I cristiani non possono avere paura' delle migrazioni

Papa: ponti e delicatezza con chi non crede o ha un credo diverso

«Mano tesa a chi non crede e a chi ha una fede diversa»

Quando San Paolo arrivò ad Atene, ha detto il Papa proseguendo un ciclo di catechesi dedicato al libro degli Atti degli Apostoli, trovò una città "che viveva all' ombra delle antiche glorie malgrado la decadenza politica, custodiva ancora il primato della cultura". Quello che, in sostanza, ha Paolo è uno "sguardo contemplativo, che scopre quel Dio che abita nelle sue casa, nelle sue strade e nelle sue piazza". E questo ci fa interrogare sul nostro modo di guardare le nostre città: le osserviamo con indifferenza?

San Paolo ad Atene. "Non guarda la città di Atene e il mondo pagano con ostilità" ma "con gli occhi della fede". "Con disprezzo? Oppure con la fede che riconosce i figli di Dio in mezzo alle folle anonime?", ha concluso il Papa.

L' apostolo "sceglie lo sguardo che lo spinge ad aprire un varco tra il Vangelo e il mondo pagano".

Ultras della Lazio hanno accoltellato due tifosi del Celtic Glasgow
Questa sera, allo Stadio Olimpico, la Lazio affronterà gli scozzesi del Celtic in una gara di Europa League . I due scozzesi feriti (in maniera non grave) sono stati ricoverati all'ospedale Umberto 1 di Roma.


Si tratta di entrare in empatia con gli uditori ai quali proclama che Dio "vive tra i cittadini", senza la pretesa di essere compresi o di mettere da parte la propria cultura. Per rivelare l'identità del dio che gli Ateniesi adorano, - ha proseguito il Pontefice - l'Apostolo parte dalla creazione, cioè dalla fede biblica nel Dio della rivelazione, per giungere alla redenzione e al giudizio, cioè al messaggio propriamente cristiano. In questo modo, l'Apostolo fa conoscere agli uomini con tatto e rispetto verso l'altrui cultura e Cristo passa da ignoto a ignorato conosciuto, perché "Si fa cercare": "Paolo annuncia Cristo, Colui che gli uomini ignorano, eppure conoscono" e, nelle sue parole, il Pontefice menziona le parole del Papa emerito Benedetto XVI che aveva detto: "Paolo annuncia l'ignoto conosciuto". "Paolo approda così al kerygma e allude a Cristo, senza citarlo, definendolo come l'"uomo che Dio ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti" (At 17,31)".

Per Papa Francesco l'invito è a mutare lo sguardo ma non solo, serve impegno, serve costruire ponti "con la cultura, con chi non crede o con chi ha un credo diverso dal nostro".

D'altronde, costruire ponti, farsi dialogo di amore per il bene del mondo e del prossimo, significa che noi non siamo i possessori della Verità, ma che, invece, siamo posseduti - come san Paolo, come il Poverello, come i tanti santi e maestri che si sono fatti strumento di pace e di riconciliazione -, da una verità più grande che è Gesù Cristo, il dialogo di Dio - Verbo eterno - che si è fatto per sempre amore crocifisso e risorto per tutti.

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