Provenzano: scudo penale è un pretesto, ArcelorMittal scorretta

L'ex Ilva e la cattiva politica che rende l'Italia non credibile

Provenzano: scudo penale è un pretesto, ArcelorMittal scorretta

All'incontro hanno preso parte il premier Giuseppe Conte, i ministri Stefano Patuanelli, Roberto Gualtieri, Giuseppe Luciano Provenzano, Roberto Speranza, Teresa Bellanova, Nunzia Catalfo, e il sottosegretario Mario Turco. Alla riunione non ha partecipato invece l'ad di Arcelor Mittal Italia Lucia Morselli. Del resto non ci vogliono gli esperti per riconoscere che rescindendo il contratto sull'ex Ilva, ArcelorMittal si libererebbe di tantissimi grattacapi.

Il negoziato, questo è evidente, non è interrotto, e il governo corre ai ripari intervenendo già nel Consiglio dei ministri convocato in giornata, con il premier alle prese con il nodo di un possibile decreto ad hoc.

Gli iscritti a Fim Cisl hanno incrociato le braccia per uno sciopero di 24 ore che dura fino alle 15 mentre non hanno aderito Fiom e Uilm UIL. Ma sul punto c'è il muro, soprattutto nei gruppi parlamentari, del M5S.

In effetti sono gli stessi analisti a ritenere che ad ArcelorMittal conviene chiudere Taranto e lasciare l'Italia.

Di Maio regala la maglia azzurra a Xi Jinping
Il made in Italy "è promozione turistica e viceversa: la promozione turistica è promozione del made in Italy ", dice ancora Di Maio.


La gran parte degli operai è divisa tra Taranto (5.642), Genova (681) e Novi Ligure (469).

Carlo Calenda, ex ministro dello sviluppo economico, in un'intervista a SkyTg24, ha detto che durante il vertice a Palazzo Chigi ArcelorMittal avrebbe chiesto la garanzia dell'immunità penale e di ridiscutere il piano industriale e: "ArcelorMittal avrebbe chiesto garanzie sullo scudo penale, atto imprescindibile, e la ridiscussione del piano industriale".

Tuttavia, c'è anche molto altro nell'atto di citazione con cui il colosso chiede ai giudici di dichiarare sciolto il contratto del giugno 2017 con cui si era obbligato ad acquistare, dopo un periodo di affitto dei rami di azienda, l'ex Ilva di Taranto. Ieri - ha riassunto Renzi - la proprietà di Ilva, gli indiani Mittal, ha annunciato il recesso. "Questa è la partita che ci giochiamo a Taranto e che vale per tutto il Sud e per tutta l'Italia", ha sottolineato.

"Io penso che in un Paese serio si dovrebbe agire insieme per trovare una soluzione, anziché litigare - spiega Matteo Renzi, nell'e-news -". L'azienda, intanto, ha avviato le procedure per 'restituire' 10.777 dipendenti. "Il problema quindi non è tecnologico, è di strategia industriale, poiché se perdiamo Ilva perdiamo un player mondiale di altissima qualità, aumentiamo la dipendenza dalle forniture estere e impoveriamo l'intera supply chain che già, come ad esempio sull'elettrico, è pericolosamente spostata oltreconfine". In questo caso, però, data la rilevanza, i tempi potrebbero essere più brevi.

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