Unicredit: "Venduta Mediobanca perché competitor"

Unicredit Venduta Mediobanca perché competitor

Unicredit vola in Borsa dopo l'addio a Mediobanca

Come dirà oggi l'AD Mustier nella conference call indetta con le agenzie di stampa (per commentare il bilancio appena diffuso), Mediobanca è una società "estremamente ben gestita" ma per Unicredit era un "asset non core".

Il titolo è salito in maniera decisa, sia per le benevole raccomandazioni degli analisti, che invece ben giudicano il lavoro dell'ad di Mediobanca Alberto Nagel e guardano con fiducia al nuovo piano, sia per le speculazioni su eventuali scossoni: negli ultimi tre mesi ha guadagnato poco meno del 25% e nell'ultimo anno il rialzo sfiora il 39%. "L'impatto atteso dell'operazione, che sarà contabilizzata nel 4 trimestre 2019, è sostanzialmente neutrale sul Cet1 capital ratio" della banca guidata da Mustier. La notizia, annunciata dallo stesso istituto guidato dal francese Jean Pierre Mustier, arriva in un momento particolare sia per la banca di piazza Gae Aulenti che per quella di piazzetta Cuccia.

Allargando lo sguardo ai nove mesi, l'utile contabile è stato di 4,3 miliardi, mentre quello rettificato si è attestato a 3,3 miliardi, in crescita dell'8,2% su base annua.

Nel trimestre il margine di intermediazione si è attestato a 4,7 miliardi (+1,7% e contro attese per 4,6 miliardi), con interessi netti a 2,55 miliardi (-5%, in linea con le previsioni) e commissioni a 1,6 miliardi (+3%, anche in questo caso in linea con il consensus). "Il trimestre ha beneficiato di solide dinamiche commerciali, di forti ricavi da negoziazione e della nostra attenzione alla gestione disciplinata dei costi, che continua a produrre risultati".

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Cosciente quando è stato trasportato in ospedale, Ho ha voluto assicurare in un comunicato di non essere in pericolo di vita. Dopo quest'ultima aggressione, sono stati vandalizzati anche l'ufficio di Ho e le tombe dei suoi genitori.


Partenza sprint a Piazza Affari per i titoli UniCredit dopo la pubblicazione dei conti trimestrali migliori delle attese e la vendita della quota in Mediobanca a uno sconto molto limitato rispetto ai corsi di Borsa.

Mustier ha ribadito il concetto rispondendo a una domanda su Generali, ovvero se non temesse che la compagnia assicurativa possa finire preda di nuovi investitori esteri dopo l'uscita da Mediobanca, che è prima azionista del gruppo di Trieste. "Con il patto light la nostra quota è stata definita non strategica e, in linea con la strategia di cedere le partecipazioni non strategiche, l'abbiamo venduta", afferma Mustier. "Avevamo proposto agli azionisti di Mediobanca un patto forte per proteggere Piazzetta Cuccia e le sue controllate ma la nostra proposta è stata respinta". Mustier ha chiarito: "Non abbiamo mai detto che avremmo avuto una holding in Germania".

La decisione, scrivono i giornali, è stata probabilmente presa anche in seguito all'acquisizione, a settembre, del 6,94 per cento del capitale di Mediobanca da parte di Leonardo Del Vecchio, presidente esecutivo di EssilorLuxottica, ora arrivata al 7,52 per cento.

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