Riva fa 75: "Il pallone mi diverte ancora"

Calcio. Sulle orme di Gigi

L'età di Gigi Riva

Quasi ogni grande giocatore; in quel "quasi" brillò negli anni settanta, come brillerebbe ancora oggi, con gli stessi riflessi, l'esempio di Gigi Riva: il più grande attaccante della sua generazione, quello dal repertorio tecnico e atletico più fulgido; il più dirompente, il più efficace in area di rigore. Gigi Riva compie gli anni domani, e da giorni il telefono della sua casa di Cagliari squilla, per ammiratori e amici che lo riscaldano di affetto. "Sì, davvero tanta gente mi vuole bene: io non do tanta soddisfazione, ma questo affetto lo sento e mi fa davvero piacere", ribadisce uno dei simboli indelebili del calcio isolano.

Napoli, striscioni contro la squadra: "Avete scelto una brutta strada"
Questo è quanto si legge, con firma " Curva A ", sui quattro striscioni che sono apparsi sin dalle prime ore del mattino. Giorni tesi in casa Napoli , sia internamente alla società che tra tifosi e giocatori partenopei.


Noi purtroppo lo abbiamo visto giocare dal vivo soltanto nella sua fase terminale, massacrato dagli infortuni (i due più gravi con la Nazionale) e da un declino precoce anche per i parametri di quei tempi: Riva era un mito, ma quella che allora si definiva eufemisticamente 'vita da atleta' era lontana dalle sue teorie e dalla sua pratica. A nemmeno 31 anni il fuoriclasse era finito, si sarebbe infatti ritirato qualche mese dopo. Certo, il calcio è cambiato, ma c'è spazio e divertimento per tutti. L'assenza del VAR o anche solo di una copertura televisiva decente silenziavano sul nascere episodi scandalosi che Riva, uomo di calcio nel bene e nel male, accettava come logica conseguenza del giocare nel Cagliari. Alla gente dico: "continuate ad andare allo stadio, ma comportatevi bene".

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