Sanità italiana nella top ten mondiale

Tumori il servizio sanitario ottiene la sufficienza

Getty Images

La sanità italiana è nona al mondo per qualità.

Emerge dal primo studio a livello nazionale del Global Burden of Disease (GBD) Study, pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health e coordinato dall'IRCCS Materno-Infantile Burlo Garofolo di Trieste.

Nella classifica l'Italia si vede superare solo da, in ordine, 3 paesi del nord Europa (Islanda, Norvegia, Olanda) e poi da Lussemburgo, Australia, Finlandia, Svizzera e Svezia.

Lo studio La qualità dei sistemi sanitari dei vari Paesi è stata misurata con l'indice "Haq" (Health access and quality index) che tiene conto di diversi parametri di qualità e accesso alle cure.

Milan, Conti ammette: "Perdere contro la Juventus ci può stare"
E poi, ovviamente, la Nazionale e l'Europeo 2020: "Faccio i complimenti all'Italia per la qualificazione. Finalmente ho potuto fare la preparazione estiva con i compagni e adesso posso tornare quello di prima.


Tra queste ultime, l'invecchiamento rapido della popolazione, spiegato - secondo l'esperto - "col fatto che in Italia abbiamo uno dei tassi di fertilità più bassi al mondo (1,3%) e contemporaneamente una tra le più alte speranze di vita (che ci colloca all'8/0 posto nel mondo per aspettativa di vita alla nascita, 85,3 anni per le donne, 80,8 per gli uomini nel 2017)". I dati mostrano che, nel periodo considerato, la mortalità per patologie cardiovascolari si è ridotta del 54 per cento, quella per tumore del 28 per cento, quella per incidenti stradali del 62 per cento.

L'invecchiamento della popolazione, le reazioni avverse dei farmaci (ADR) e le interazioni tra i farmaci, sono i problemi sanitari ed economici attuali, ai quali vanno aggiunti l'utilizzo degli integratori e la spinosa riflessione sulla scadenza dei farmaci, che possono determinare ospedalizzazione con conseguenze anche fatali e maggiore spesa per il SSN.

Più precisamente dal 2010 al 2015 il finanziamento statale in rapporto al Pil è sceso dal 7 al 6,7 per cento, mentre la spesa privata per la salute è aumentata dall'1,8 al 2 per cento.

Un ruolo molto importante lo giocano le cliniche accreditate: "Anche i fornitori privati accreditati dal Ministero della Salute italiano contribuiscono ai sistemi sanitari, rappresentando quasi il 30% dei letti ospedalieri totali". Tuttavia ancora i cattivi stili di vita fanno molte vittime: nel 2017 circa 44.400 decessi per tumore sono stati attributi al fumo, 12mila al consumo di alcolici, 9.500 a sovrappeso e obesità, mentre ben 47mila decessi per malattie cardiovascolari potrebbero essere attribuiti al colesterolo alto, 28.700 all'alimentazione povera di cereali integrali, 15.900 alla scarsa attività fisica.

Latest News