Black Friday, dipendenti Amazon di Torino e Cuneo annunciano sciopero

Amazon Black Friday a rischio per sciopero? L'avviso dell'azienda

Black Friday, dipendenti Amazon di Torino e Cuneo annunciano sciopero

E' la settimana del Black Friday, e per tutti gli amanti dello shopping è una manna dal cielo usufruire di migliaia di sconti su prodotti di ogni genere.

"Anche 140 consegne al giorno, così è a rischio la sicurezza".

Non è ovviamente un caso che lo sciopero arrivi a meno di 48 ore dal Black Friday, momento di punta delle vendite di questo mese, per il quale si stima un giro d'affari di circa 2 miliardi di euro, dei quali 1.4 in transazioni sulle piattaforme di e-commerce che necessitano, ovviamente, della consegna a domicilio degli oggetti acquistati. Così negli stabilimenti di Brandizzo e Marene, si è scelto proprio il venerdì nero, per infliggere un disservizio alla catena.

Hanno incrociato le braccia a poche ore dal Black Friday un centinaio di corrieri che lavorano con aziende che forniscono il servizio ad Amazon. Infatti in assenza di lavoratori, il sito non può offrire il servizio Prime e ci perderebbe ingenti quantità di denaro, con clienti che con molte probabilità traslocheranno su altri siti.

Francesco Facchinetti in lacrime a Vieni da Me
Dopo lo stop, al ritorno in onda Facchinetti si è ricomposto e ha ricordato ancora l'amico: "Mi manca ogni giorno". "Penso a lui, Andrea, ogni giorno".


Le richieste del sindacato sono le seguenti: "Ridurre il carico di lavoro e il numero delle consegne, con un aumento del personale e delle ore dei lavoratori assunti a part time". I due centri sono minori rispetto a quello di Torrazza Piemonte, ma la minaccia di sciopero vuole comunque essere un avvertimento all'azienda.

Ovviamente los ciopero è un avvertimento alla catena, nella speranza che vengono diminuiti gli estrenuanti carichi di lavoro.

Nonostante questa volta i dipendenti Amazon non siano i protagonisti diretti della faccenda, la mente non può far altro che ricordare le denunce fatte dagli stessi per le condizioni di stress e i ritmi frenetici a cui venivano sottoposti. "Non siamo più disponibili a mettere a repentaglio la nostra sicurezza fisica e non siamo più disponibili a pagare le multe legate ad un modello lavorativo sempre più stressante e soggetto a brusche accelerazioni da parte di Amazon".

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