Aluko, addio a Torino e Juve con accuse: "Percepito razzismo"

Eniola Aluko

Eniola Aluko

"Torino a volte sembra vent'anni indietro in termini di apertura mentale sulle differenze culturali".

Sono parole che non lasciano spazio a interpretazioni, quelle riportate dall'autorevole quotidiano britannico The Guardian e pronunciate da Eniola Aluko, la calciatrice che la scorsa settimana ha deciso di abbandonare la Juventus Women e Torino. Mi sono stancata di entrare nei negozi e sentirmi come se il proprietario si aspettasse che potessi rubare qualcosa. "Ci sono non poche volte in cui arrivi all'aeroporto e i cani antidroga ti fiutano come se fossi Pablo Escobar.".

L'attaccante nigeriana, naturalizzata britannica, precisa "di non avere avuto esperienze di razzismo dai tifosi della Juventus né tanto meno nel campionato di calcio femminile, ma il tema in Italia e nel calcio italiano c'è ed è la risposta a questo che veramente mi preoccupa, dai presidenti ai tifosi del calcio maschile che lo vedono come parte della cultura del tifo".

Un annuncio a sorpresa, un addio amaro: è con un lungo sfogo che Eniola Aluko, già stella del Chelsea e della nazionale inglese, ha detto addio alla Juventus e all'Italia.

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Muscoli che, però, ha preso in prestito da una locandina promozionale del film " Rocky III" del 1982. Gli utenti del social non hanno perso tempo a commentare il fotomontaggio di Trumpy Balboa .


Pesano perché la storia di Torino è una storia di porte aperte, non chiuse.

La Aluko nell'ultima stagione ha conquistato campionato, Coppa Italia e Supercoppa segnando 14 reti in 22 presenze.

La SSC Napoli, attraverso il suo sito, ha parlato del problema razzismo negli stadi italiani, evidenziando: "Dobbiamo riconoscere che abbiamo un serio problema con il razzismo negli stadi italiani e che non l'abbiamo combattuto a sufficienza nel corso di questi anni".

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