Giganti del Web, nani delle tasse: in Italia versano solo 64 milioni

Tasse imprese italiane tra le più tartassate al mondo 59% di profitti al Fisco

Giganti del Web, nani delle tasse: in Italia versano solo 64 milioni

Le filiali italiane dei giganti del settore nel 2018 hanno versato al fisco italiano 64 milioni di euro, contro i 59 milioni del 2017, pari al 2,7% del fatturato (2,9% nel 2017) e hanno pagato, a seguito di accordi con le autorità fiscali, sanzioni per un totale di 39 milioni, contro i 73 milioni nel 2017.

Fra il 2014 e il 2018 i giganti del web hanno risparmiato oltre 49 miliardi di euro di tasse a livello globale, domiciliando circa la metà dell'utile ante imposte in Paesi a fiscalità agevolata. Nel dettaglio, Amazon ha pagato 6 milioni, Microsoft 16,5, Google 4,7, Oracle 3,2, Facebook 1,7, Uber appena 153mila euro e Alibaba 20mila.

Il meccanismo utilizzato dalle big tech per risparmiare sulle tasse è sempre lo stesso, quello di spostare il fatturato delle controllate italiane in Paesi deve le aliquote fiscali sono basse. E continuando a trovare più conveniente pagare centinaia di milioni in transazioni - come hanno fatto Google nel 2017 (306 milioni), Apple nel 2015 (318 milioni), Amazon nel 2017 (100 milioni) e Facebook nel 2018 (100 milioni) - anziché fatturare nel nostro Paese il giro d'affari riferibile ai clienti italiani. Inoltre, l'aliquota media del campione è stata del 14,1%, ben diversa dal 21% degli Usa e dal 25% della Cina, dove hanno la sede operativa gran parte delle aziende. Basta un dato: tutte le sette websoft cinesi hanno sede fiscale alle Cayman, mentre 13 delle 14 statunitensi, a eccezione di Microsoft, sono nel Delaware, lo Stato americano considerato paradiso fiscale.

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Il fatturato complessivo delle 25 aziende analizzate da Mediobanca è cresciuto nel 2018 a 850 miliardi di euro, con un aumento del 24,5% sul 2017 e del 110% sul 2014. Anche in questo caso la crescita non teme paragoni con quella delle multinazionali manifatturiere: +20,3% per le WebSoft e +4,3% per le altre.

In sintesi, per Amazon Italia l'indagine giungerebbe a valutazioni finali errate poiché si sarebbe concentrato solo su 7 società su 11 legate all'azienda in Italia che "hanno ricadute in termini di gettito sia a livello locale sia a livello nazionale attraverso Iva, Irpef, Ires, Tasi, Tari". A metà novembre 2019 i colossi del WebSoft capitalizzavano 5.065 miliardi e il podio di Borsa era così rappresentato: Microsoft-Alphabet-Amazon.

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