"Inondavano" Roma di droga, Gdf arresta 51 persone

Roma operazione antidroga Grande Raccordo Criminale

Roma, la Finanza smantella il clan di narcotrafficanti e picchiatori: 51 arresti per droga ed estorsione

Clan di narcos organizzati, in grado di rifornire gran parte delle "piazze di spaccio" dei quartieri della Capitale. La batteria operava principalmente nella zona di Roma Nord ed era composta da ex pugili.

A garantire la pax criminale fra le varie organizzazioni che si spartivano la torta del traffico di droga sulla Città Eterna Fabrizio Piscitelli.

Fonte foto: https://www.facebook.com/pg/Guardia-di-FinanzaGrande Raccordo Criminale, smantellata organizzazione di narcotrafficanti guidata da Piscitelli e attiva a Roma.

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Come nelle più antiche edizioni con Pippo Baudo, anche lui vorrebbe dunque essere accompagnato da questi due elementi. Continuano ad arrivare indiscrezioni legate al Festival di Sanremo , in onda dal 4 Febbraio su Rai 1.


"Li massacriamo tutti" e "vabbè spariamogli, che dobbiamo fare" alcune delle frasi intercettate dai narcos che dimostrano quanto la violenza esercitata fosse il modo per controllare le piazze. Tra questi ci sono anche gli ultras della Lazio Ettore Abramo, conosciuto come "Pluto", 53 anni; Aniello Marotta, 43 anni; e Alessandro Telich, 32 anni. Milita in un gruppo ultrà della Lazio e per l'organizzazione eseguiva bonifiche sulle auto e nelle case, fornendo sistemi di comunicazione criptati. Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno inoltre sequestrato oltre 640 kg di hashish "occultati all'interno di un autoarticolato" condotto da un corriere. Sequestrati 250 chili di coca e 4 tonnellate di hashish, per un valore complessivo stimato al dettaglio di circa 120 milioni di euro.

Il Comandante del Nucleo economico finanziario di Roma, Marco Sorrentino parla a margine della conferenza sull'operazione "Grande Raccordo criminale" che ha visto l'impiego di 400 militari, con il supporto di elicotteri e unità cinofile. Un anno e quattro mesi più tardi è stato ammazzato con un colpo di pistola alla nuca, e secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Michele Prestipino e del sostituto procuratore Nadia Plastina, l'esecuzione di Diabolik è la dimostrazione di un "prestigio criminale" accresciuto e riconosciuto a Roma, che lo faceva sentire troppo convinto di sé, al punto di commettere imprudenze che suscitavano timori nei suoi stessi amici. Piscitelli era figura di riferimento nel "controllo" del territorio, nonché di garanzia e affidabilità dell'associazione, che si avvantaggiava della sua leadership. Tra questi spicca il nome di Piscitelli - ha spiegato ancora il Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia - che era indagato prima di essere ucciso. "Si tratta di un'indagine trasversale multilivelli che ci permette di ricostruire come funziona lo spaccio in una piazza come la Capitale".

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