L'Antitrust ha aperto un'inchiesta sul servizio di recapito di Poste Italiane

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Poste, Antitrust indaga su recapito raccomandate

L'Antitrust ha deliberato di avviare un procedimento istruttorio nei confronti della società Poste Italiane S.p.A. per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell'ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare delle raccomandate, in possibile violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo.

A questo, come spiegato dalla stessa Antitrust, si aggiungerebbe l'ipotesi che il cliente che decide di rivolgersi a Poste Italia per inviare una raccomandata venga ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio enfatizzato da una pubblicità che ne amplifica determinate caratteristiche in realtà non corrispondenti a verità.

Inoltre, l'Antitrust ha notato che, con riferimento al tentativo di recapito della corrispondenza, l'avviso di giacenza del plico contenente la raccomandata verrebbe depositato spesso nella cassetta postale del destinatario senza previo accertamento della presenza o meno di questi nel proprio domicilio, costringendolo, per entrare in possesso del plico, ad esperire procedure alternative previste dalla società, con un allungamento dei tempi di consegna. Poste rischia una sanzione massima da 5 milioni di euro.

Soddisfazione da parte del Codacons per l'indagine avviata dall'Antitrust su Poste Italiane per accertare una presunta pratica commerciale scorretta per il servizio di recapito delle raccomandate, servizio che, come sottolineato dall'Associazione, viene usato ogni giorno da migliaia di consumatori, motivo per il quale la pratica scorretta potrebbe verosimilmente aver interessato migliaia di persone provocando danni economici anche.

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E, comunque, vi sono le verifiche interne, "adottando, ove si riscontrino irregolarità, i più rigorosi provvedimenti disciplinari". Sempre nel 2019, in una sola giornata, sono stati eseguiti oltre 100 controlli in contemporanea sull'intero territorio nazionale. "A conferma che i singoli casi di comportamento irregolari non sono compatibili con la strategia e la condotta dall'azienda".

"Dunque, l'ipotesi di una strategia ingannevole verso i clienti è del tutto infondata e lesiva dell'immagine dell'azienda".

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (acronimo AGCM), l'Antitrust, ha messo nel mirino poste italiane a causa di alcune pratiche scorrette.

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