Giornata mondiale contro l’Aids: i dati sulla diffusione del virus

Giornata mondiale contro l’Aids: i dati sulla diffusione del virus

Giornata mondiale contro l’Aids: i dati sulla diffusione del virus

La prevenzione rimane l'arma principale per sconfiggere l'epidemia e obiettivo della Giornata mondiale contro l'Aids, che ricorre domani, domenica 1 dicembre, è la sensibilizzazione e la promozione di comportamenti che riducano il rischio di trasmissione del virus. L'Hiv è diventata ormai una malattia cronica, per questo motivo, bisogna consentire a chi è affetto da questa patologia una qualità di vita paragonabile a quella di altri pazienti cronici. Gli ultimi dati disponibili certificano un calo di attenzione, anche da parte delle istituzioni, e una sottovalutazione del rischio. Previste centinaia di iniziative in Italia e all'estero. Spostando lo sguardo in Italia, questi dati risultano in linea con il Centro operativo AIDS (Coa), dell'Istituto superiore di sanità, che indica come nel 2018, siano state riportate 2.847 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti.

In Europa, sottolinea ancora il rapporto Ecdc-Oms, il 14% di chi è infetto non sa di esserlo e il 64% delle diagnosi tardive arriva dopo i 50 anni.

Secondo l'Unaids - il programma delle Nazioni Unite che si occupa della malattia - nel mondo 770mila persone hanno perso la vita a causa del virus.

In particolare, circa il 43.9% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv aveva eseguito il test Hiv per la presenza di sintomi (nel 32, 6% dei casi Hiv-correlati), il 28.1% in seguito a un comportamento a rischio e solo il 9.8% in seguito a controlli di routine o iniziative di screening/campagne informative.

Grosso, arriva l'annuncio su Balotelli
Questo nello specifico il pensiero espresso: "Abbiamo affrontato la partita con timore, e loro ne hanno approfittato". Un po' perché le Rondinelle dovranno affrontare il derby con l'Atalanta , un po' per la gestione del caso Balotelli .


Sono stati invitati a partecipare i componenti del Comitato tecnico sanitario del Ministero della Salute e le Associazioni di volontariato più rappresentative operanti nel settore che le Istituzioni. L'età media delle nuove infezioni è di 41 anni. Per quanto riguarda il sesso, le nuove diagnosi hanno riguardato, nel 28,3% dei casi segnalati tra il 2001 e il 2018, soggetti di sesso femminile, soprattutto nella fascia 15-19 anni (36,8%), seguita da quella 20-29 (33,8%). Si tratta, quindi, di una delle pandemie più distruttive della storia.

L'Asl Nord-Ovest presenta nell'ultimo triennio il tasso di incidenza di Aids nella popolazione straniera più alto.

La diagnosi precoce offre importanti vantaggi: innanzitutto la possibilità per le persone con Hiv di ricevere adeguate cure, assistenza e sostegno; inoltre, la tempestiva consapevolezza di avere l'Hiv offre alle persone la possibilità di prevenire il rischio di trasmettere il virus ad altri. La modalità di trasmissione eterosessuale è la modalità più frequente per gli ultracinquantenni.

Un caso di Hiv su 5 è già in Aids conclamato al momento della diagnosi di sieropositività, il 53,8 per cento è Late Presenter (LP) e il 37,8 per cento è Advanced HIV Disease (AHD), ovvero si presenta alla prima diagnosi di sieropositività con un quadro immunologico già compromesso. La brutta notizia è che nella metà dei casi la malattia viene diagnosticata quando è in condizioni avanzate. Nei paesi anglosassoni, come anche nel nord Europa, per esempio, nei centri per le malattie sessualmente trasmesse si va normalmente, senza alcun retaggio.

Latest News