Johnson vuole passaporto e visto anche per i cittadini europei

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Passaporto e visto elettronico per Londra: le stringenti regole del post Brexit

Il piano, che sarà annunciato nella giornata di oggi dal premier Boris Johnson, prevede, infatti, l'introduzione di un visto elettronico, sul modello dell'Esta americano. Basterà esibire un passaporto o una carta d'identità valida all'ingresso di un porto o di un aeroporto del Regno Unito. Parole propagandistiche, replica Diane Abbott, ministra dell'Interno ombra del Labour di Jeremy Corbyn, secondo cui la "hard Brexit" di BoJo e di Priti Patel indebolirà al contrario la cooperazione investigativa e d'intelligence con i 27 e di conseguenza "la sicurezza" del Regno. Sarà questo lo strumento che il Regno Unito adotterà dopo la Brexit nei confronti dei visitatori provenienti dai Paesi Ue e del Commonwealth.

Le altre misure che entreranno in vigore dopo il distacco dall'Unione Europea comprenderanno un nuovo sistema di conteggio dei visitatori in entrata e in uscita dal Paese e lo stop all'uso delle carte di indentità da parte dei cittadini Ue per gli ingressi alle frontiere, al posto dei passaporti.

Il ministro dell'Interno Priti Patel ha spiegato che il nuovo protocollo per gli ingressi nel Paese renderà più agevoli le verifiche alle frontiere e faciliterà l'individuazione delle persone a rischio. Un cambiamento che riguarda soprattutto i cittadini italiani e greci, quelli che più spesso utilizzano la carta d'identità per viaggiare.

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Quando ero a casa avevo pensato a come avrei reagito se fossi stato richiamato e avevo pensato anche che avrei potuto dire no. Io avevo espresso il desiderio di parlare col presidente col quale avevamo effettivamente divergenze.


Non è chiaro se i Conservatori abbiano avanzato la proposta per reali rischi alla sicurezza del Regno Unito. Anche se qui i tempi saranno più celeri, visto che la richiesta potrà essere effettuata entro tre giorni prima della partenza prevista. Da quella data partirebbe un periodo di transizione che si protrarrà fino al 31 dicembre 2020, con le regole che entreranno quindi ufficialmente in vigore dal 1° gennaio dell'anno successivo.

Le cose cambieranno se i Conservatori vinceranno le elezioni politiche del 12 dicembre, almeno a quanto dicono. Diversamente, se Boris Johnson dovesse essere sconfitto, tutto potrebbe essere rimesso in discussione.

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