Francia paralizzata, scontri a Parigi con i black bloc

Le proteste in Francia contro la riforma delle pensioni

Francia, secondo giorno di sciopero contro la riforma delle pensioni

A Parigi hanno chiuso 11 linee della metro e lo sciopero durerà fino a lunedì 9 dicembre, mentre lo sciopero dell'azienda ferroviaria statale SNCF durerà fino a venerdì: il 90 per cento dei treni ad alta velocità e l'80 per cento dei treni regionali sono stati cancellati e ci sono state parecchie cancellazioni anche tra i voli aerei.

Secondo il sindacato francese Cgt, 1,5 milioni di persone sono scese in piazza in tutta la Francia per manifestare contro la riforma delle pensioni, 300 mila solo a Parigi.

Le manifestazioni si sono svolte perlopiù pacificamente ma in alcuni casi ci sono stati momenti di tensione in seguito a scontri tra manifestanti e polizia. Sono inoltre rimaste chiuse alcune delle principali attrazioni turistiche della città, come la Torre Eiffel, il Museo d'Orsay e la Reggia di Versailles. Se i gilet gialli hanno dato filo da torcere al premier Macron, gli scioperi iniziati nella giornata di ieri e che proseguiranno nei prossimi mesi, saranno una prova molto dura per il Presidente. Finora il governo ha solo confermato la volonta' di istituire un sistema pensionistico universale a punteggi, in sostituzione dei 42 regimi diversi per ogni settore di attivita'. L'area più colpita è quella di place de la République a Parigi, dove si è generato un grande rogo a Parigi da dove si è levato un denso fumo nero.

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Alcune risposte magari o alcuni comportamenti. "Sono uscito dalla mia comfort zone e questo per me ha fatto la differenza". " L'arrivo di Sarri è stato un cambiamento totale rispetto al modo di giocare che avevamo prima.


Evidente, tuttavia, che la protesta sia riuscita nell'intento di bloccare il Paese e far parlare di sé in tutto il mondo.

Una partita in cui il presidente si gioca la sua immagine da riformatore, il cavallo di battaglia che due anni fa lo ha portato all'Eliseo e che adesso rischia di disarcionarlo. E malgrado la lettera del ministro dell'Interno Christophe Castaner di mercoledì sera, i sindacati di polizia hanno mantenuto la decisione di fermare i commissariati nella mobilitazione contro il progetto di riforma delle pensioni. L'esecutivo, che non prevede particolari tagli al bilancio della previdenza né modifiche all'età pensionistica, promette un sistema "più equo e leggibile", mentre gli oppositori temono una "precarizzazione" dei pensionati. Oggi nel mirino c'è soprattutto il presidente Macron e il suo governo "neoliberale e autoritario", come denunciando in un appello su Le Monde 180 intellettuali e artisti - da Édouard Louis a Thomas Piketty, da Annie Ernaux a Robert Guédiguian - vicini "alle donne e agli uomini che lottano". La decisione è stata presa da "quasi tutti i dipendenti in sciopero nelle assemblee generali" di questa mattina, riferiscono fonti sindacali.

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