Il Bologna si sveglia tardi, al Dall'Ara vince il Milan 3-2

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Paulo Sousa @ Getty Images

La serata dello stadio Dall'Ara, che ha visto il Milan di Stefano Pioli vincere con merito e conquistare tre punti pesanti in occasione del posticipo della quindicesima giornata di Serie A, ha avuto un epilogo drammatico.

Milan(4-3-3) Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Hernandez; Kessie, Bennacer (25' Biglia), Bonaventura (33'st Paquetà); Suso, Piatek, Calhanoglu (40'st Castillejo). All. Dobbiamo essere ancora più consapevoli e pensare che se giochiamo da squadra possiamo fare queste prestazioni.

Oltre alle qualità tecniche serve il sacrificio, per il bene di tutto, non è fortuna e non è un caso. Ci crediamo di più, lavoriamo di più e non ci tiriamo indietro. "Dobbiamo insistere, non dovevamo soffrire così tanto oggi, avremmo dovuto chiuderla prima perché poi può succedere di tutto". Il saluto con Mihajlovic? Anche lui uscirà con più fiducia. Per sessanta minuti è stato il miglior Milan della stagione, meglio la versione arrembante di quella che ha provato a gestire il doppio vantaggio.

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Un episodio a suo avviso decisivo, perché se avesse accettato quel regalo, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Infine, Loredana confessa di sognarla spesso: "La sogno che vuole una sigaretta".


Pioli parla poi dei singoli, iniziando da Piatek: "È stato un punto di riferimento fondamentale, ha vinto tanti duelli e ha fatto una partita importante per la squadra".

Gol: 15′ rig. Piatek, 32′ Theo Hernandez, 40′ aut. Ma chiaramente bisogna fare i movimenti giusti e avere il predominio sulla partita. "Abbiamo dei giocatori adatti per giocare a calcio, possiamo giocarcela con tante squadre del campionato italiano". Il Bologna si dimentica quel che di buono aveva cominciato e smette inspiegabilmente di pressare alto come da dettato del tecnico.Le conseguenze si materializzano alla mezz'ora, quando un traversone di Suso che taglia in diagonale tutta l'area rossoblù trova Hernandez libero davanti a Skorupski: un gioco elementare, anche per un terzino, addomesticare la palla sotto lo sguardo inerme di Skov Olsen, il più vicino in quel frangente, e spedire in rete.

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