Libia, Erdogan: "Pronto a mandare truppe"

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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Mentre la Libia fa i conti con altri civili uccisi nel conflitto, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan annuncia per gennaio un voto del Parlamento per dare il via libera all'intervento militare turco in Libia contro le forze del maresciallo Khalifa Haftar.

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La giornata di sabato 28 dicembre sarà caratterizzata da irregolare nuvolosità sui versanti ionici cosentini e crotonesi. A Rieti, ad esempio, si arriverà a -4 gradi, a Viterbo e Frosinone a -2 gradi, mentre a Latina si fermerà allo zero.


Su quest'ultimo dossier, in particolare, i due leader si sono ripromessi "un aggiornamento costante in considerazione dell'importanza strategica che la Libia riveste per gli interessi anche italiani (soprattutto Eni, ndr)", rende noto Palazzo Chigi. Nelle ultime settimane diversi governi stranieri si sono detti preoccupati per l'escalation di violenze a Tripoli, la capitale libica, ma finora nessuno è riuscito a facilitare per lo meno un cessate il fuoco: nemmeno l'Italia, la cui azione in Libia - tradizionalmente piuttosto efficace - ha perso incisività in particolare con i governi guidati da Giuseppe Conte. La mozione sarà presentata alla ripresa dei lavori parlamentari, il 7 gennaio. Sul terreno, intanto, Tripoli denuncia raid di aerei da guerra a supporto di Haftar nella città di Zawiya con "morti e feriti, tra cui donne e bambini". Haftar è sostenuto da Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, tutti rivali regionali della Turchia e di un altro alleato del governo di Tripoli, il Qatar. "Loro sostengono un signore della guerra". Il capo dello Stato turco sostiene che le forze di Haftar beneficino anche del sostegno di una compagnia di sicurezza russa, Wagner, dando così credito a informazioni di stampa sulla presenza di mercenari russi in Libia, smentita da Mosca. L'intesa permette alle due parti di inviare nei reciproci Paesi personale militare e di polizia per missioni di addestramento, ma per il dispiegamento di forze di combattimento è necessario un mandato separato del Parlamento turco.

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