11 gennaio 1999, 21 anni fa volava via Fabrizio De André

OMAGGIO A FABRIZIO DE ANDRÈ NELL'ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE

L'estro poliedrico di Guido Maria Grillo, tra canzone d'autore e Opera

È stato qualcosa di più di un grande della musica e della cultura italiana contemporanea, e oggi.

"Quando la morte mi chiamerà forse qualcuno protesterà, dopo aver letto nel testamento quel che gli lasciò in eredità, non maleditemi non serve a niente, tanto all'inferno sarò già", una delle frasi più conosciute che ci ha lasciato come Testamento nell'omonima canzone, dal quale possiamo capire il personaggio che è stato.

Un personaggio indiscusso in ambito musicale, letterario e politico.

MPS: Moody’s rivede al rialzo il rating, ora è b3
Per Moody's il rialzo "rispecchia i miglioramenti concreti nella qualità delle attività della banca". Il rating del debito subordinato di Mps è stato portato a " Caa1 " (da "Caa2").


Secondo De André il vero nemico dell'uomo sono la consapevolezza del potere e le autorità ad esso connesse. Uno fra tutti, Mauro Pagani che nel 1984, in anticipo sui tempi, lo portò nei territori della World Music, in un viaggio attraverso le musiche del Mediterraneo generando "Creuza de ma", un album cantato in genovese ma dal battito internazionale, in cui ha mescolato generi diversi attingendo alla tradizione folk della sua terra.

Nella ricorrenza del suo ultimo undici gennaio, scopri allora, una volta ancora, che non se n'è andato mai: nessuna morte è riuscita a sequestrarlo del tutto, lui che un sequestro lo subì davvero e che riuscì a sposare le ragioni dei banditi sardi che gli avevano tolto la luce. Amava raccontare, scrivere storie in musica, racconti di emarginati, ribelli, prostitute, poveri diavoli e gente che "viaggia in direzione ostinata e contraria". È l'artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targhe e un Premio Tenco. Un vero e proprio cantastorie, un poeta in musica, i suoi testi li troviamo nelle antologie scolastiche, il tutto intonato da una voce straordinariamente profonda. Sono passati ventun anni dalla scomparsa di Faber, ma la sua opera e il suo pensiero rimangono intatti nella sfida del tempo rinnovandosi nel passaggio tra le generazioni, come succede solo ai grandi autori, ai grandi poeti, ai grandi. Cretino nemmeno. Ho scelto la via di mezzo: cantante.

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