La Biennale di Venezia ha finalmente una direttrice

Cecilia Alemani curatrice della Biennale di Venezia

Cecilia Alemani dirigerà la Biennale di Venezia 2021: è la prima donna italiana a ricevere l'incarico

Esposizione Internazionale d'Arte - ha commentato il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini - conferma la capacità di visione della presidenza di Paolo Baratta che, nell'affidare per la prima volta a una donna italiana l'intera progettazione artistica, prosegue nell'opera di innovazione e rilancio di una delle più importanti istituzioni culturali incrementandone il giaà notevole prestigio internazionale consolidato attraverso una conduzione attenta e illuminata.

In occasione della nomina, Cecilia Alemani ha dichiarato: "È un grandissimo onore poter assumere questo ruolo in una delle istituzioni italiane più prestigiose e riconosciute al mondo".

"È una grave anomalia, ed è una testimonianza di cattivo gusto istituzionale, con conseguenze certamente traumatiche sul mondo dell'arte, la nomina del prossimo direttore del settore arti visive della Biennale di Venezia, da parte dell'interminabile Presidente Paolo Baratta che, dopo circa un ventennio, non potrà, salvo interventi divini, essere riconfermato". Cecilia Alemani è però la prima italiana a ricoprire l'incarico.

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Taal è un vulcano attivo situato nella regione di Calabarzon, provincia di Batangas, sulla costa occidentale dell'isola di Luzon . Almeno 10 mila persone sono state già evacuate mentre già ieri centinaia di voli sono stati cancellati in via precauzionale.


Dal 2011 è la direttrice e capo curatrice di High Line Art, il programma di arte pubblica presentato dalla High Line, il parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York. La scelta appare in linea con la visione di Baratta e con le ricerche portate avanti nelle ultime Biennali; rappresenta certamente uno scarto di genere importante per la scena italiana, ma quello che oggi sembra lecito aspettarsi è soprattutto uno scarto di approccio: Cecilia Alemani nel 2017 ha radicalmente cambiato l'idea del padiglione italiano, abbattendo il numero di artisti invitati (da una media di oltre dieci a soli tre) offrendo così uno spazio di ricerca più ampio, una impostazione da vera mostra personale, andando a coinvolgere tutta l'architettura del padiglione, complessa e vastissima.

Laureata in filosofia a Milano, curatrice indipendente che ha lavorato con la Tate Modern di Londra, il MoMA PS1 di New York, istituzioni no profit come Artists Space e Art in General e fondazioni private come la Deste Foundation. Un progetto che ha allineato l'Italia a quanto accade negli altri padiglioni nazionali e ha accantonato l'idea, adesso del tutto improponibile e inutile, di dover rappresentare in Biennale una fotografia dell'intero movimento italiano.

Il Cda ha inoltre confermato per il 2020 “Ivan Fedele quale direttore del Settore Musica”, e ha autorizzato “un nuovo programma della sezione ‘Venezia Classici del Settore Cinema”.

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