Pensioni, arriva il progetto "Quota 102": via dal lavoro a 64 anni

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Pensioni, spunta il progetto Quota 102: via dal lavoro a 64 anni con 38 di contributi

Per Baretta: "Fissato un minimo di età e di contributi, si deve essere liberi di andare in pensione". L'uscita dal lavoro con somma di 64 anni di età e 38 di contributi, potrebbe prendere realmente il posto di quota 100 alla scadenza dell'attuale meccanismo.

Ma quando sarà possibile inoltrare la richiesta all'INPS e soprattutto quali saranno i tempi di risposta dell'Istituto previdenziale? Per l'Inps si tratta di tagli di poche decine di euro a pensionato, mentre stando alle segnalazioni gli ammanchi per molti sarebbero nell'ordine di diverse centinaia di euro. "Riteniamo che nei primi due casi - età e contributi - l'aspettativa di vita si debba fermare e che si possa discutere sui coefficienti", ragiona ancora Ghiselli. Chi percepisce una pensione medio alta potrebbe decidere di scegliere la strada del pensionamento anticipato, ma di fatto chi ha un assegno che è nella fascia tra i 1.500 e i 2.000 potrebbe decidere di restare a lavoro per avere un rateo pieno una volta in pensione. Parliamo della quota 102 che andrebbe a modificare i requisiti della quota 100. I pensionati interessati però, sono invitati a rivolgersi all'ufficio Inps per ottenere maggiori spiegazioni e per segnalare il singolo caso alla sede territoriale competente accelerando la restituzione di quanto dovuto.

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Assolutamente vietato parlare con altre persone, tant'è che sui loro abiti scuri campeggia una grande scritta: "NON PARLARMI!". Sui social infatti sono arrivati diversi commenti negativi su quanto avvenuto all'interno dello studio.


La domanda può essere presentata all'INPS tramite il patronato, il call center Inps (al numero 803.164 o 06.164.164, per chi chiama da telefono cellulare), oppure direttamente dal sito web dell'INPS, per chi è in possesso delle credenziali (pin Inps, Spid, Cns- carta nazionale dei servizi).

A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione, sulla base di quanto disposto dalla legge Amato e dalla legge Dini. Il provvedimento originario prevedeva una periodo di soli tre anni in cui Quota 100 sarebbe stata attiva e, pertanto, sarebbe il momento di iniziare a pensare a come comportarsi al termine di questo periodo. Su una pensione di circa 1.600 euro al mese perderebbe, sempre con Quota 102, 128 euro circa in caso di lavoratore dipendente e 288 in caso di autonomo. Questo vuol dire che questo Governo dovrà studiare un metodo alternativo per garantire una pensione anticipata, che sia in linea con i principi di sostenibilità per non avere gli stessi problemi di Quota 100, con il suo costo stimato al 2028 di 45 miliardi di euro.

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