Iraq, Zingaretti: "L'Italia ribadisca se è pronta a fare la propria parte"

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

All'epoca in cui era il braccio destro di Veltroni aveva suggerito all'allora segretario del Pd di fare la stessa mossa per spiazzare i nemici interni. Da molti notata in sala la presenza di Camilla Laureti, tra le papabili per la segreteria del 'Nuovo Pd'. Finché non lo farà, la situazione resterà congelata.

A chi gli chiede se il 'partito nuovo' che nascerà dopo un'eventuale vittoria in Emilia Romagna comprenderà anche un'apertura alle Sardine, il segretario del Pd risponde con un deciso 'no': "Le Sardine sono un movimento per fortuna autonomo, libero, straordinario, credo molto positivo per la democrazia italiana, ma non vanno tirati per la giacchetta". Non nascono o non hanno lunga vita se a prevalere sono ragioni di convenienze elettorali e di sopravvivenza di un ceto politico che si organizza attorno ad un capo o al potere da gestire.

Un Pd 'maggioritario' quindi, che sogna di tornare a essere 'egemonico' nel campo vasto del centrosinistra ma senza addentrarsi nei programmi e nelle proposte. Ecco che, sulla stampa, appare la notizia delle notizie: "il PD si avvia verso un cambiamento".

E tutto questo, me lo permetta, senza fascino, con la noia che la accompagna e le cammina a fianco, con la polvere dell'archivio del partito che non riuscite a togliervi di dosso. Fattore che, però, contrasta con la formula di far votare solo gli iscritti. Proprio per questo, adesso, alla sinistra serve il colpo d'ala.

11 gennaio 1999, 21 anni fa volava via Fabrizio De André
Secondo De André il vero nemico dell'uomo sono la consapevolezza del potere e le autorità ad esso connesse . Un personaggio indiscusso in ambito musicale, letterario e politico.


La "ripartenza" (così la chiamano al Nazareno) si concretizzerà in un congresso. Qualche anno fa, prima che Renzi si impadronisse del Pd, una come Rosy Bindi minacciava crisi isteriche e scissioni nel caso il Pd si fosse iscritto al gruppo dei socialisti nel Parlamento europeo! Se la partita rimane sul piano amministrativo Stefano stravince.

Marini e Ascani Non presente ma la sua voce sul progetto annunciato da Zingaretti l'ha fatta sentire anche la ex presidente Catiuscia Marini: "Dopo l'uccisione del riformismo socialista 27 anni fa, ora mettiamo fine anche al tentativo del riformismo democratico", ha scritto su Facebook. Sempre sul social la viceministra Anna Ascani: "Il Partito democratico ha sicuramente bisogno di ritrovare slancio e capacità aggregante". Un movimento che, anche alla luce delle recenti dichiarazioni di "svolta" annunciata dal segretario Nicola Zingaretti, si appresta ad attraversare un momento complesso.

E qui si arriva al nodo congresso, "ma è la buffa storia - chiarisce Santori - di mettere insieme gente laica e gente che viene da militanza politica. Sarebbe un errore e, di certo, un'occasione sprecata". Lo dico ogni giorno a Giuseppe Conte e a Luigi Di Maio: "un'alleanza è come un'orchestra, il giudizio si dà sull'esecuzione dell'opera, non sulla fuga di un solista che casomai dà pure fastidio alle orecchie".

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