Libia | Berlino, accordo su una soluzione politica

Conferenza di Berlino: adesso bisogna verificare i fatti sul campo

Buon successo della Conferenza di Berlino. Raggiunto accordo per avviare una trattativa interlibica

L'accusa di al Mismari è però differente e molto più dettagliata, tirando in ballo le milizie siriane che sono giunte a dare manforte alle truppe di al-Sarray dopo l'accordo tra la Turchia e Tripoli. Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel, tutti e 15 i Paesi che hanno partecipato al summit si sono trovati d'accordo su una soluzione politica, senza nessuna possibilità per un'opzione militare. La tregua, si legge, è estesa a una "cessazione globale" delle ostilità.

Nella conferenza di Berlino sulla Libia, che si è tenuta domenica presso la Cancelleria della Repubblica Federale di Germania, l'unico risultato concreto raggiunto è, nel caso venga rispettata, il sì alla tregua, l'unico dei sette punti dell'accordo sottoscritto da al Sarraj e Haftar che possa concretamente avere un riscontro. Si richiede, inoltre, il rispetto dell'embargo disposto dalla risoluzione Onu 1970/2011: chi non si atterrà a tale obbligo si vedrà imporre alcune sanzioni.

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Un altro punti chiave del documento finale è il dossier sul petrolio: si prevede la creazione di un gruppo di esperti per difendere la National Oil Company, società petrolifera statale. Tutti gli attori al tavolo, coinvolti nel conflitto in Libia, hanno infatti firmato una dichiarazione finale che contiene quanto richiesto dall'Italia in queste settimane - è quanto scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -: "bisogna comunque essere cauti e continuare a lavorare ogni giorno". Infine, non è stata disposta una missione europea in Libia, della quale se ne potrà parlare quando le acque si saranno calmate. Gli interventi conclusivi di Angela Merkel, padrona di casa, e di António Guterres, segretario generale dell'Onu, non sono particolarmente entusiasti e danno conto dell'estrema tensione vigente tra le parti. "E' una mossa che preoccupa e che agita gli animi" a poche ore dall'avvio della conferenza, il cui percorso è ancora tutto in salita, con i Paesi schierati con l'una o con l'altra delle due parti pronti a far valere le proprie posizioni per mantenere il controllo, dicono all'Adnkronos fonti diplomatiche. "Siamo a fianco del popolo libico mentre lavora per un futuro sicuro, libero dalla violenza e dalle interferenze straniere".

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