Fmi, per l'Italia crescita debole nel 2020

Fmi boccia l’Italia sul reddito di cittadinanza “Penalizza famiglie numerose”. Stoccata anche su Quota 100

FMI avverte: Italia, crescita lenta. Sì al reddito, ma va corretto (Corriere della Sera)

I prossimi non saranno mesi facili per il nostro Paese.

Il fondo monetario internazionale, nel rapporto Article IV sull'Italia, prevede una crescita potenziale ma debole che dovrebbe essere intorno allo 0,5% per il 2020. Il Fondo monetario internazionale però avvisa: "La materializzazione di shock avversi, come l'escalation delle tensioni commerciali, un rallentamento dei principali partner commerciali o eventi geopolitici, potrebbe portare a prospettive molto più deboli". E le cattive notizie non finiscono qui.

Il deficit dovrebbe essere circa il 2,4% del Pil nel 2020 per poi calare, mentre il debito resterà sul 135% nel medio termine per poi salire nel lungo termine per via della spesa pensionistica.

Secondo la relazione degli ispettori del Fmi, guidati dal capo missione in Italia Rishi Goyal, bisogna poi intervenire sul mercato del lavoro dove a dispetto della moderazione salariale degli ultimi anni permane un divario sull'andamento delle buste paga rispetto alla produttività.

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TAGLIO DEL CUNEO FISCALE AL 2% - Tra le indicazioni che emergono nel rapporto c'è la possibilità di "tagliare ulteriormente il cuneo fiscale, che al 48% è molto più alto del 42% della media UE, ampliando la base imponibile Iva, mettendo mano alle rendite catastali e proseguendo nella lotta all'evasione fiscale". Per l'Fmi, "l'Italia ha fatto più della maggioranza degli altri Paesi nelle riforme sulla previdenza generando risparmi nel lungo periodo".

PENSIONI. L'Italia deve mantenere l'età del ritiro legata all'aspettativa di vita e deve assicurare equità attuariale per il pensionamento anticipato "legando strettamente gli assegni ai contributi versati nell'arco della vita lavorativa".

"La capitalizzazione e la qualità degli attivi delle banche - sostiene l'Fmi - sono migliorate considerevolmente". Come principio generale occorre porre attenzione all'uso dell'amministrazione straordinaria in modo che non ritardi azioni decisive ove necessarie. Tuttavia, ha ricordato che Quota 100 "ha aumentato la spesa e creato una discontinuità nell'età del ritiro".

BENE RIDUZIONE NPL MA PICCOLE E MEDIE BANCHE A RISCHIO - Fronte banche, l'Fmi riconosce i "consistenti progressi" sul risanamento, in particolare sulla riduzione dei crediti deteriorati (Npl), ma rileva la persistente bassa redditività, specialmente per gli istituti medi e piccoli, raccomandando di "evitare il più possibile" il ricorso al Fondo di tutela dei depositi.

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