Chi sono le ricercatrici italiane che hanno isolato il coronavirus

A Sanremo le ricercatrici che hanno isolato il coronavirus “No grazie dobbiamo lavorare”

È ragusana una delle ricercatrici che ha isolato Coronavirus. Concetta Castilletti, dalla laurea a Catania allo Spallanzani.

I virologi dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive "Lazzaro Spallanzani", a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, sono quindi riusciti ad isolare il virus responsabile dell'infezione.

C'è un pezzetto di Sicilia nel risultato ottenuto oggi dall'ospedale Spallanzani di Roma, dove un'equipe ha isolato il nuovo coronavirus, aprendo la strada anche in Italia (dopo la Francia) alla possibilità di cure e alla messa a punto di un vaccino.

Nata sull'isola di Procida 67 anni fa, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, dal 2000 lavora allo Spallanzani e ha dato un contributo fondamentale nell'allestimento e coordinamento della risposta di laboratorio alle emergenze infettivologiche in ambito nazionale. Sono loro le tre ricercatrici del servizio sanitario regionale che hanno isolato il coronavirus di Wuhan 2019-nCov.

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Ne beneficerebbero tutti, Milan compreso, che potrebbe piazzare una delle plusvalenze più importanti della propria storia. Ecco perché se le cose rimarranno così, il portiere è destinato a lasciare il Milan .


Ed è tutto femminile anche il racconto di come si è arrivati al sequenziamento.

"Abbiamo cullato il virus e abbiamo avuto anche un po' di fortuna", ha fatto sapere all'Ansa Concetta Castilletti. Concetta Castilletti, una delle donne del team interamente al femminile, è ragusana, ha 57 anni, ha studiato all'università di Catania prima di proseguire la sua brillante carriera che l'ha portata a diventare dirigente biologa, responsabile dell'unità operativa Virus emergenti all'istituto Spallanzani. "È sempre stato così". "A oggi - ha ricordato Capua - non c'è né cura né vaccino, ma sono stati fatti studi su altri virus molto simili a questo, tra cui il coronavirus della Sars, abbiamo del materiale di partenza per cercare delle soluzioni terapeutiche e per mettere insieme lo sviluppo di un vaccino, che non è dietro l'angolo". E' un lavoro che mi piace moltissimo e non potrei fare altro. Ma la vittoria e' di tutto il team.

"Eravamo preparati ad accogliere il virus" - "Quando si è saputo di questo virus, di questa epidemia, la comunità scientifica e noi inter laboratorio abbiamo cominciato a parlarne". Ha partecipato anche a progetti in Sierra Leone nel laboratorio installato presso il "Princess Christian Maternity Hospital" di Freetown. Allo Spallanzani ha un contratto di collaborazione e lavora nel laboratorio di Virologia e Biosicurezza.

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