Corrispettivi, alert da ignorare per chi ha inviato solo fatture

Scontrino elettronico 2020 lettera Agenzia delle Entrate

Ufficiale, scontrino elettronico: Civis non necessario in assenza di anomalie

L'Agenzia delle Entrate ha inviato delle lettere amichevoli agli operatori del commercio al minuto e attività assimilate che non risulta abbiano trasmesso i corrispettivi certificati e memorizzati con il registratore telematico o tramite l'apposita procedura web del portale "Fatture e corrispettivi".

Nella nota agenziale si legge: "Gli operatori possono utilizzare il canale di assistenza CIVIS per fornire all'Agenzia chiarimenti e segnalazioni".

È una vittoria del Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti Contabili: venerdì scorso era stata diramata una nota ufficiale attraverso la quale era stato chiesto all'Agenzia delle Entrate di prendere la posizione di cui sopra, nel rispetto dei contribuenti e dei professionisti corretti. Si ricorda che, per i soggetti superanti i 400.000 euro di volume d'affari, la trasmissione elettronica dei corrispettivi era già obbligatoria a partire dal 01/07/2019.

l'Amministrazione Finanziaria non ha ricevuto i dati relativi allo scontrino elettronico.

Scontrino elettronico, sembra arrivata al termine la questione delle lettere di compliance inviate per errore ai contribuenti.

I destinatari delle lettere, infatti, non sono tutti corretti.

D'altronde, uno dei grandi vantaggi del passaggio ai canali telematici dovrebbe essere proprio la semplificazione.

Ma vediamo cosa prevede la normativa sul punto.

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Ultime notizie sullo scontrino elettronico 2020: una lettera di avviso dell'Agenzia delle Entrate avverte di possibili incongruenze.

"In tal senso, anche la risposta n. 198 del 19 giugno 2019 dell'Agenzia delle Entrate aveva confermato che "(...) i corrispettivi derivanti dal commercio elettronico continuano ad essere esonerati dall'obbligo di invio telematico dei corrispettivi mentre devono essere annotati nel registro previsto dall'articolo 24 del D.P.R. n. 633 del 1972, ferma l'istituzione, insieme allo stesso, di quello di cui al precedente articolo 23 per le fatture eventualmente emesse (...)".

Ma le lettere con gli avvisi impongono ai contribuenti e agli intermediari verifiche, controlli, comunicazioni e dimostrano che la strada verso la semplificazione è ancora lunga.

Non si è fatta attendere la risposta dei commercialisti che hanno giustamente denunciato l'accaduto, chiedendo rassicurazioni nei confronti di contribuenti e professionisti.

Rassicurazione che, come abbiamo visto, sono arrivate nella serata di oggi.

L'Agenzia delle Entrate con un comunicato stampa pubblicato sul suo sito ha chiarito che, a seguito di comunicazione di anomalia per i corrispettivi, ove si sia proceduto correttamente con la registrazione tramite fattura, non occorre alcuna comunicazione.

Ieri sera l'Agenzia delle Entrate ha diramato una nota che chiarisce la necessità di non rispondere tramite CIVIS se ci sono comunicazioni in assenza di anomalie.

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