Arrestato in Egitto: caso sarà monitorato a livello Ue

Egitto, arrestato ricercatore dell’Università di Bologna: accusato di terrorismo rischia la tortura

Studente dell’Università di Bologna arrestato al Cairo: “Torturato con l’elettroshock”

"Patrick è stato sottoposto a torture ed è stato minacciato, il che ci rende molto preoccupati per la sua sicurezza e la sua libertà - ha affermato Darwish - Chiediamo al governo egiziano di rilasciare immediatamente e incondizionatamente Patrick, in modo che possa tornare presto a frequentare il suo master a Bologna". Secondo diversi rapporti pubblicati da Amnesty International negli scorsi anni, a partire dall'inizio del 2015 centinaia di cittadini sono scomparsi per un minimo di 48 ore, e in alcuni casi per mesi, prima che si sapesse che erano stati arrestati. Secondo le autorità egiziane, su di lui pendeva un mandato d'arresto in Egitto dallo scorso settembre, ma lui non ne sapeva niente.

A rendere noto l'arresto in Italia in un tweet è stato il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury: "Le autorità giudiziarie egiziane hanno confermato l'arresto dell'attivista Patrick George, studente del Master Gemma di Bologna".

Secondo Eipr, Patrick è comparso, nella mattinata dell'8 febbraio, "davanti a un pubblico ministero di Mansoura (sua città natale, ndr) dove è stato interrogato fino al tardo pomeriggio". "Rischio di detenzione prolungata e tortura". Il ricercatore, che studia per il dottorato all'Università di Bologna, stava tornando dalla sua famiglia per una breve visita, quando è stato trattenuto ed è scomparso per le successive 24 ore.

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Lui pensa di andare in aula e dimostrare davanti a tutti in tempi brevi che ha ragione. E conclude: " Resto convinta dell'insussistenza del sequestro di persona .


Lo studente egiziano arrestato è iscritto all'Università di Bologna. "Insieme a Di Maio - ha detto il ministro dell'Università Gaetano Manfredi - stiamo operando tramite i canali diplomatici per reperire informazioni certe e trasparenti e verificare la situazione in maniera accurata nel rispetto dei diritti della persona". "Si tratta dell'ennesimo schiaffo che il nostro Paese riceve da un regime disumano e rappresenta un'ulteriore dimostrazione che l'Egitto non ha intenzione di collaborare con l'Italia per fare finalmente chiarezza sulla tragica fine di Giulio; e anzi si accanisce contro chiunque solidarizzi o si avvicini alla storia di Giulio Regeni". Quello che è accaduto dopo è un copione che chi si occupa di diritti umani in Egitto conosce bene. Preoccupanti sono anche le accuse nei suoi confronti, emerse poco per volta: George Zaki è infatti accusato di aver pubblicato notizie false con l'intento di disturbare la pace sociale, di aver incitato proteste contro l'autorità pubblica, di aver sostenuto il rovesciamento dello stato egiziano, di aver usato i social network per minare l'ordine sociale e la sicurezza pubblica, e di aver istigato alla violenza e al terrorismo.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, per il tramite dell'Ambasciata d'Italia al Cairo, continua a seguire da vicino il caso. Patrick George Zaky ha vinto una borsa di studio, dopo una rigorosa selezione, per partecipare al master internazionale Gemma, un corso di studio unico in Europa sugli studi di genere. Era partito da Bologna per trascorrere un periodo di vacanza in patria.

La notizia dell'arresto di Patrick George Zaki ha scosso la comunità bolognese. "Uniamo la nostra voce a quella della famiglia Regeni nel chiedere al governo di inserire l'Egitto nella lista dei Paesi non sicuri e di richiamare l'ambasciatore italiano in Egitto per consultazioni".

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