La Svizzera rifiuta l'omofobia: trionfo al referendum, la legge resta in vigore

La Svizzera approva la legge contro l’omofobia sarà punita al pari del razzismo

La Svizzera rifiuta l'omofobia: trionfo al referendum, la legge resta in vigore

Risultato storico in Svizzera, dove il 63% degli elettori elvetici ha votato per l'approvazione della legge contro la discriminazione basata sull'orientamento sessuale: l'omofobia diventa un reato. Nello specifico, nel Canton Vaud gli l'elettori che si sono espressi in modo favorevole sono stati l'80.2%, a Ginevra il 76.3% e a Zurigo il 63.5%.

Contro la sopracitata legge, l'Unione democratica federale (Udf), piccolo partito di matrice cristiana conservatrice, e la sezione Giovani dell'Unione democratica di Centro (Udc, destra nazionalista), avevano lanciato il referendum invocando la libertà d'espressione.

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La decisione di AKK è una chiara conseguenza della forte debolezza della sua leadership divenuta evidente nel caso Turingia . Le successive dimissioni di Kemmerich non hanno placato le tensioni.


Prima del referendum, la legge puniva solo la discriminazione religiosa o razziale, ma non c'era nessun cenno all'omofobia, adesso le cose cambiano. Nel dicembre 2018 il Parlamento ha votato per estendere la norma antirazzismo contenuta nel Codice penale (articolo 261) che mira a vietare espressamente le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale per proteggere la comunità omosessuale, bisessuale, transgender o intersessuale. La contrarietà alla nuova norma ha vinto solo nei cantoni di Appenzell Interno (con il 54,1% di no), Uri (51,1%) e Svitto (51,7%). Per il padre della nuova norma, il parlamentare socialista Mathias Reynard, il sostegno popolare è "un magnifico segnale" per tutte le persone coinvolte: "L'odio e la discriminazione non hanno più posto nel nostro Paese", ha commentato. Non trova applicazione però all'ambito familiare né tra i gruppi di amici, nemmeno se chiacchierano in un caffè. "Continueremo a difendere i valori cristiani", ha dichiarato il presidente dell'Udf, Hans Moser, battuto alle urne. Quel che è invece certo è che da oggi ristoranti, alberghi, trasporti, cinema o piscino non potranno rifiutare l'accesso di qualcuno per il suo orientamento sessuale.

È stato bocciato invece dal 58% dei votanti il secondo referendum per sostenere 'Più abitazioni a prezzi accessibili': ovvero la richiesta che la Confederazione adottasse soluzioni concrete contro il caro affitti.

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